Fisiologia del gusto

 

 

di Jean Anthelme Brillat - Savarin, ed. Seb27, pp. 176

"La scoperta d'un nuovo manicaretto giova all'umanità più che la scoperta d'una nuova stella".
Così scrive Brillat-Savarin, intrepido cacciatore, discreto musicista, eccellente ospite e gradevole conversatore. Del suo testo, antesignano della cultura gastronomica contemporanea, è l'importante definizione del gusto:
“cosi come la natura ce l’ha concesso, è ancora quello fra i nostri sensi, che, tutto ben considerato, ci procura il maggior numero di godimenti: perché il piacere di mangiare è il solo che, preso modestamente, non è seguito da stanchezza; perché è d’ogni tempo, d’ogni età e d’ogni condizione; perché torna di necessità almeno una volta al giorno e in un giorno può essere ripetuto, senza danno, due o tre volte; perché può mescolarsi a tutti gli altri piaceri e anche consolarci della loro mancanza; perché le impressioni ch’esso riceve sono a un tempo e più durevoli e più dipendenti dalla nostra volontà..."

consigliato da Maurizio

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Mario De Tommasi

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